Autoritratto

di Bruno Pellegrino

Mi è capitato più volte di cambiare vita, di voltare pagina, di iniziare nuove avventure. Mai in modo così radicale, però, come in questi ultimi cinque anni. I colori, le forme, la pittura e, in piccola parte, la scultura mi hanno catturato in maniera vigorosa, assorbente. E, quello che più conta, gratificante. Una vera torsione esistenziale. Lavoro molto, anzi moltissimo. Uso materiali e tecniche diverse. Esplorando linguaggi apparentemente difformi gli uni dagli altri.

Ho vissuto con riservatezza questa inattesa e tardiva passione. Ora è tempo di rendere anche pubblica questa mia intenzione espressiva. Giudico naturale, a questo punto, condividere gli esiti della mia ricerca.

E allora, eccomi qui.

Per chi fosse interessato alle mie stagioni passate, eccone un breve riassunto.

Sono nato ad Amorosi, nel Beneventano, il 12 marzo 1946.

Giovanissimo ho piantato a Milano le mie radici, e lì sono rimaste per lunghissimo tempo. La grande parte della mia vita si è concentrata sulla politica, sul lavoro culturale e sulla comunicazione. Impegni pubblici e privati.

Agli inizi degli anni Settanta, sono diventato Segretario del Club Turati , a quel tempo, il maggiore centro culturale dei riformisti. Poi, eletto nel Consiglio Comunale di Milano e Presidente del “Comitato Regionale per i Servizi Radiotelevisivi della Lombardia”.

Nel 1980 ho fondatore il “Club dei Club”, il primo tentativo di associazione nazionale dei centri culturali laici e socialisti d’Italia.

Successivamente, sono entrato a far parte del Consiglio d’Amministrazione della Rai. Ho assunto la responsabilità nazionale del Dipartimento Culturale del Partito Socialista. Sono stato Senatore della Repubblica.

Dopo il 1992, ho abbandonato la politica attiva. Ho scritto libri, diretto una casa editrice e fondato, come imprenditore, un canale televisivo satellitare sull’enogastronomia.

Dopo, inattesi: i piaceri dell’arte.

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